La malattia cronica del trapianto contro l’ospite (GVHD) a seguito di un trapianto di cellule staminali (midollo osseo) può avere un impatto significativo sulla salute sessuale. Fino all’80% delle donne e il 46% degli uomini sperimentano disfunzioni sessuali e questi numeri potrebbero essere sottostimati. Il problema non è solo fisico; i fattori emotivi e ormonali svolgono un ruolo importante.
Le realtà fisiche
La GVHD causa un’infiammazione sistemica, che porta a una serie di sintomi fisici che interferiscono con la funzione sessuale. Questi includono eruzioni cutanee, secchezza e tensione, in particolare nelle aree genitali. Per gli uomini, il restringimento della pelle all’inguine può creare disagio o difficoltà con l’erezione. Per le donne, i cambiamenti ormonali indotti dai trattamenti di trapianto spesso provocano una menopausa precoce forzata, complicando ulteriormente la salute sessuale.
Inoltre, i farmaci post-trapianto (immunosoppressori, antifungini, ecc.) causano affaticamento, mal di testa e malessere generale, rendendo l’intimità meno desiderabile. Questi effetti collaterali sono realtà inevitabili del trattamento salvavita.
Oltre il corpo: il costo emotivo
Gli effetti collaterali sessuali non si limitano al disagio fisico. I pazienti spesso lottano con affaticamento, riduzione della libido, paura e senso di colpa. Molti si incolpano per il declino dell’intimità, sentendosi incapaci di soddisfare i bisogni del proprio partner o di essere all’altezza della propria identità sessuale pre-GVHD. Questo carico emotivo è pesante, ma comune.
Cosa si può fare?
La gestione dei sintomi sessuali richiede un’autodifesa proattiva. Segnala immediatamente qualsiasi cambiamento genitale o disfunzione sessuale al tuo medico. Un intervento precoce può aiutare ad affrontare il problema prima che peggiori.
Altre strategie includono:
– Trattamenti medici: Discuti della terapia ormonale sostitutiva (se appropriata) e della gestione dei sintomi con il tuo medico.
– Journaling: monitorare i sintomi e le risposte emotive può aiutare a identificare fattori scatenanti e modelli.
– Ripensare l’intimità: L’intimità non deve significare rapporto sessuale. Esplora altri modi per connetterti con il tuo partner che danno priorità al piacere e alla vicinanza emotiva.
In definitiva, ripristinare la salute sessuale dopo la GVHD è un processo. Richiede una comunicazione aperta con gli operatori sanitari, la volontà di sperimentare e un approccio compassionevole alla guarigione sia fisica che emotiva.
L’obiettivo non è necessariamente quello di ritornare ai livelli di funzione sessuale pre-trapianto, ma di trovare nuovi modi di vivere l’intimità che funzionino per te e il tuo partner.
Fonti: Martínez C. (2024), Foregeard N et al. (2021), Shi CR et al. (2024), Centraccio JA et al. (2025).



















